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Il modello 730 “precompilato” è corretto?


Modello 730/2023 Precompilato: continua a maturare il livello di completezza e adeguatezza delle informazioni pre elaborate dall’Agenzia delle Entrate ma, allo stesso tempo, per la maggioranza dei contribuenti, è ancora necessario intervenire su dati errati o incompleti che la stessa Agenzia fornisce.

Per la maggioranza degli utenti il modello 730/2023 precompilato contiene dati errati o è incompleto; non è ancora possibile procedere con l’invio del modello solo con un semplice clic come, del resto, ampiamente pubblicizzato dalla stessa Agenzia delle Entrate e dai media nazionali.

Lo dicono i numeri. Lo scorso anno, su circa 22.600.000 modelli 730 presentati, quasi 19.000.000 sono transitati per i CAF e i professionisti. Di questi, il CAF UIL ne ha predisposto complessivamente più di un milione di modelli 730, confermandosi ai primi posti tra i CAF aderenti alla Consulta Nazionale (a cui aderiscono 47 intermediari).

Negli anni continua a crescere il livello di completezza e adeguatezza delle informazioni che vengono inserite nella dichiarazione dei redditi pronta all’uso dall’Agenzia delle Entrate. Quest’anno infatti si possono notare alcuni voci non riscontrabili negli anni passati tipo la presenza dei Canoni di Locazione pagati per gli studenti fuori sede oppure per la propria abitazione principale, le spese per l’intermediazione immobiliare e le spese per corsi statali post diploma di Alta Formazione.

Informazioni utili al contribuente ma non per questo, pur indicati e presenti in “Precompilata”, possono essere detraibili fiscalmente. I risultati del monitoraggio condotto sul tema e i dati ottenuti con le elaborazioni prodotte nell’ambito dell’assistenza fiscale del CAF UIL Marche, indicano che la quasi totalità dei modelli va rivisto e corretto e non è ancora possibile inviare, se non a rischio e pericolo dello stesso contribuente, il modulo senza un’attenta valutazione.

Questo aspetto non è da sottovalutare se si decide di presentare autonomamente il 730 direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nell’immaginario collettivo della nostra utenza, dice Andrea Catalani Coordinatore regionale del CAF UIL Marche, è convinta che predisponendo il modello sulla piattaforma messa a disposizione da parte dell’amministrazione pubblica, pur inserendo i dati a loro piacimento, non avranno ripercussioni future con contestazione di sanzioni da parte dell’Agenzia.

Niente di più sbagliato. Se i dati non sono corretti, infatti, sarà responsabilità dell’utente, fatte le dovute verifiche, modificarli o integrarli a proprio rischio e pericolo pena l’arrivo delle lettere dell’Agenzia delle Entrate con le indicazioni delle imposte evase con sanzioni e interessi sempre più elevati.

“Un utente medio difficilmente riesce a farlo senza incorrere in errori o senza fare i conti con le difficoltà interpretative della norma. A volte sbaglia e non porta in detrazione delle spese, finendo così per pagare più tasse”.
Un esempio su tutti sono i TEST-COVID; Il CAF UIL ha riscontrato, ad esempio, che le spese sostenute in farmacia per il test Covid non sono presenti e si tratta di spese che ammontano almeno a 15 euro per ogni test.

Inoltre non tutti sono a conoscenza che per la quasi totalità degli oneri, oltre che essere materialmente in possesso della spesa (visibile sul precompilato), occorre dimostrare la “tracciabilità” ossia aver pagato quel servizio/prodotto con moneta bancaria.

Ma gli sbagli possono essere tanti

I più comuni, secondo il CAF UIL Marche, sono l’assenza del codice fiscale del coniuge (anche non a carico), la non sostituzione del codice relativo all’immobile in caso di cambio di residenza o inizio/fine di una locazione, la mancata indicazione (questo accade spesso a dipendenti o pensionati) dei redditi di capitale e di lavoro autonomo.

Altri errori si possono evidenziare nelle spese sanitarie (talvolta gli importi pre caricati sono trasmessi in maniera non corretta) e in quelle scolastiche e universitarie, nei contributi per colf/badanti (occorre verificare l’importo esatto da dedurre che non corrisponde mai al totale pagato). Quale famiglia, poi, non ha avuto problemi con le detrazioni fiscali per i figli a carico o non a carico?

E ci sono anche casi eclatanti che devono farci riflettere

Nel corso del 2022, alla ribalta nazionale, ci fu il caso di un assistito CAF UIL che, per pura curiosità e spinto dalla errata consapevolezza che lo strumento in oggetto non potesse recargli danno, è incorso in un debito con l’Agenzia delle Entrate pari euro 22.000; il soggetto in questione ha capito il problema solo dopo un paio di mesi che, inspiegabilmente, non percepiva pensione INPS. Fuori dai tempi (assurdi) per poter correggere il modello dagli errori commessi, il nostro assistito si è trovato ad essere rimpallato dalle istituzioni sentendosi dire che avrebbe dovuto continuare a pagare il debito per poi farsi riaccreditare la cifra nell’annualità successiva. La vicenda si è conclusa, dopo un intenso e snervante iter burocratico, solo dopo 4 mesi; periodo in cui non ha avuto accreditata la propria pensione.

A questo punto…

Perché è meglio non utilizzare la “precompilata fai da te” ma chiedere la consulenza degli uffici CAF UIL?

A rispondere è  Andrea Catalani coordinatore regionale del CAF UIL : “Il nostro quotidiano è basato sulla verifica diretta e documentale dell’onere; tutti i dati che imputiamo sul modello 730 sono verificati anche sulla base delle informazioni che otteniamo direttamente dal nostro utente, dalla visione del documento e dal raffronto del cartaceo con quanto archiviato nel corso degli anni. Inoltre, previa autorizzazione scritta, possiamo accedere ai dati della precompilata e confrontarli con quelli già inseriti nella dichiarazione predisposta al fine di garantire una sua maggiore tutela.

Questa è l’attività che svolge il CAF: fornire un aiuto all’elaborazione del modello 730 strutturato su almeno 120 ore di formazione all’anno per ogni dipendente, su un’esperienza maturata in trenta anni di attività e con il contatto diretto, e con il colloquio con il proprio utente, che non manca mai. Il modello così prodotto viene “certificato” dal CAF che garantisce, per la maggior parte dei dati riportati, la correttezza degli stessi. Il CAF si assume quindi la responsabilità diretta anche perché ha l’obbligo di controllare la documentazione esibita dal cittadino relativa ai redditi posseduti e alle spese sostenute nel 2022 che danno diritto a benefici fiscali.

“In definitiva – dice Catalani – sempre meglio rivolgersi ad un centro di assistenza fiscale CAF UIL, sapendo che tutti i dati saranno controllati e che, pur sostenendo un costo per il servizio di consulenza e compilazione del modello 730, a tariffe agevolate per gli iscritti UIL, si ha la certezza di essere assistiti con cura, a salvaguardia dei propri diritti e interessi. Per il CAF UIL al centro c’è la persona, non solo numeri e calcoli. Lo dico con il nostro slogan: I SERVIZI DEL CAF UIL PER LE PERSONE. UN MONDO DI SOLUZIONI PER OGNI PROBLEMA FISCALE”.

Per ulteriori dettagli, i servizi ITAL e CAF UIL sono a tua disposizione. Trova quello più vicino a te

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